La gassificazione della biomassa, ovvero di materia prima di origine organica biologica, rappresenta un processo attraverso cui è possibile produrre energia riducendo notevolmente emissioni ed inquinamento atmosferico. Questo processo, inoltre, permette di ridurre i costi legati alla gestione ed allo smaltimento di biomasse che vengono continuamente prodotte dall’uomo. È il caso dei fanghi di depurazione, ovvero quella frazione di materia solida contenuta nelle acque reflue urbane ed extraurbane, che viene rimossa, negli impianti di depurazione, durante i vari trattamenti depurativi, meccanico-biologico-chimico, necessari a rendere le acque chiarificate compatibili con la loro reimmissione in natura senza creare alterazioni all’ecosistema del corpo ricettore (mare, fiumi, laghi o in casi particolari anche il terreno superficiale). Smaltire i fanghi di depurazione rappresenta un costo notevole per le società che gestiscono quest’attività: considerati i volumi trattati, i costi sono prevalentemente legati alla logistica, alla raccolta ed al trattamento degli stessi, inclusa la loro essiccazione e smaltimento. Le direttive europee in materia prevedono crescenti limitazioni al loro smaltimento attraverso spandimento in agricoltura, in quanto nei fanghi sono presenti anche una serie di sostanze inorganiche altamente inquinanti, ad esempio metalli ed idrocarburi, che non li rendono compatibili con il loro utilizzo per le attività agricole.

Gassificazione dei fanghi di depurazione

Un approccio alternativo ed innovativo rispetto al tradizionale spandimento è quello di utilizzare i fanghi essiccati come combustibile per impianti di gassificazione come ad esempio gli impianti SyngaSmart che, pur essendo progettati per l’utilizzo con biomasse legnose, possono esser configurati per trattare una gamma più ampia di biomasse. Questo approccio presenta un doppio vantaggio: riduzione del volume e valorizzazione energetica. Infatti, attraverso un opportuno processo di gassificazione, la frazione organica dei fanghi essiccati può esser ridotta fino al 95%, a seconda delle specifiche caratteristiche e della composizione chimica, lasciando come sottoprodotto una piccola percentuale di char, che diventa a quel punto la quantità da avviare a successivo smaltimento. Così facendo è possibile anche concentrare tutte le eventuali sostanze inquinanti residuali in una frazione solida anziché liquida. Questa soluzione offre l’ulteriore vantaggio di recuperare energia: infatti il syngas così prodotto può esser utilizzato per produrre energia da destinare, ad esempio, all’essiccazione stessa dei fanghi, ottimizzando così la logistica ed i tempi di trattamento degli stessi, e quindi abbattendo notevolmente tutti i costi relativi.

Vantaggi della gassificazione dei fanghi

L’energia prodotta attraverso la gassificazione dei fanghi rappresenta un valore aggiunto notevole, tenendo conto del fatto che nei processi tradizionali di trattamento, la stessa viene dispersa nell’ambiente attraverso la fermentazione biologica degli stessi. Questo processo pertanto evita la decomposizione della frazione organica, ed il conseguente rilascio in atmosfera di gas, tra i quali CO2 e metano, che sono notoriamente due tra i più dannosi gas ad effetto serra. Da ciò ne deriva un ulteriore valore aggiunto come processo carbon-negative. Valorizzare i fanghi di depurazione non comporta solo vantaggi legati all’ambiente, ma anche vantaggi economici e finanziari, derivanti sia dalla distruzione degli stessi, sia dalla valorizzazione della loro componente organica in energia, riutilizzabile in una pluralità di applicazioni, tra cui quella necessaria al trattamento dei fanghi stessi.